lunedì 3 febbraio 2014

LA FAMIGLIA NELLA SOCIETA' CONTEMPORANEA

"La famiglia sta oggi vivendo un'ulteriore, grave fase di crisi. Pur restando il primo, insostituibile ambiente in cui inizia lo sviluppo umano, essa è sottoposta a ricorrenti tentativi di discredito e, periodicamente, se ne mette in discussione la stessa tradizionale identità.Storicamente, si è passati dalla famiglia patriarcale, in cui convivevano, in forma allargata, varie generazioni e livelli, tipica di un ambiente socio-economico di carattere quasi esclusivamente agricolo, ad una famiglia nucleare, composta esclusivamente da genitori e figli, caratteristica di una società proiettata verso alti livelli di consumismo nella quale lavorano entrambi i genitori sia per esigenze di stretto carattere economico sia perchè la donna, al termine di una lunga e tormentata fase di emancipazione,ricerca un suo specifico ruolo sociale che la sostenga nelle sue aspirazioni di realizzazione sul piano personale.Attualmente si stanno diffondendo forme familiari sempre più lontane ideologicamente e strutturalmente dalla tradizione culturale, come naturale risultante di un ambiente sociale fortemente percorso da idee di rinnovamento, tipico di un periodo storico contraddistinto dalla pluralità culturale e dall'ormai incessante ingresso nel nostro mondo, a seguito di forti ondate migratorie, di persone appartenenti ad altre, molteplici culture. Descrivere i fenomeni che sono in atto non è facile, perché gli elementi da valutare non sono collegati solo ad aspetti strutturali-organizzativi dei nuclei familiari, ma anche, e soprattutto, quando ad aspetti strettamente connessi a differenti convinzioni socio-religiose. Emerge, in primo luogo, il fatto che, contrariamente al passato, non esiste più una quasi perfetta coincidenza fra matrimonio civile e matrimonio religioso; molte coppie decidono di ufficializzare la loro unione solo dinanzi allo Stato e non più anche in Chiesa. Molte altre coppie, d'altro canto, decidono di convivere a tempo indeterminato per personali convinzioni; in questo caso, in termini giuridici, si parla di coppie di fatto alle quali, comunque, sono legalmente attribuiti determinati diritti, soprattutto a seguito della nascita di figli. Rappresentano, invece, un dato statisticamente individuabile, soprattutto nei Paesi del Nord Europa, quelle situazioni familiari in cui il rapporto si instaura fra due persone dello stesso sesso che decidono magari di adottare uno o più bambini. Particolarmente interessante da un punto di vista antropologico è l'immigrazione nei Paesi europei di cittadini extracomunitari che, appartenendo ad altre culture e professando religioni diverse dalla nostra, hanno anche concezioni della famiglia diverse; nella cultura islamica, ad esempio, è consentito ad un uomo avere fino a quattro mogli, mentre nella nostra cultura cristiana ogni uomo può sposare una sola donna. A tutte queste numerose problematiche si aggiungono quelle interne ad ogni singola famiglia. Oggi, di fatto, i"tradizionali" momenti di riunione della famiglia, ad esempio in occasione dei pasti principali della giornata, non esistono più, perché gli orari di lavoro e di attività in genere di ciascun componente sono diversi. Si è detto che le donne, in particolare, hanno progressivamente conquistato specifici ruoli sociali, anche in termini di particolari responsabilità nel mondo del lavoro, e ciò le costringe a non essere più mamme e mogli a tempo pieno; d'altro canto, a parte la necessità che in una famiglia entrino a fine mese almeno due stipendi per vivere con un certo margine di sicurezza e di decoro, è pure impensabile che una donna si trovi in una condizione di subalternità nei confronti del marito, l'unico a guadagnare. In caso di separazione, infatti, una donna può ritrovarsi da sola, senza adeguati mezzi di sussistenza e oltre tutto, con i figli da mantenere. In una situazione di normalità, i figli, da parte loro, hanno ormai le giornate piene di impegni: oltre alla scuola, seguono tante altre attività che li impegnano praticamente per tutta la giornata. I genitori lavorano e scappano anch'essi tutto il giorno e così, di frequente, i giorni fuggono via in un continuo rincorrersi fra i vari componenti della famiglia, fra parole non dette e cose non fatte per mancanza di tempo, fra crisi e rimpianti, fra sensi di colpa e goffi tentativi di recuperare il tempo perduto in termini di ascolto, di dialogo, di affetto, di partecipazione alla vita ed alle esperienze dell'altro, concentrando tutto ed il contrario di tutto magari la domenica in cui spesso ci si ritrova con il fare "indigestione" di sentimenti al "supermercato della vita". Si sente sempre parlare di ragazzi in crisi, alla ricerca della loro identità umana e culturale, alla ricerca della loro strada. Tutto ciò è sacrosanto, ma chi si occupa dei poveri genitori, generazione sospesa pericolosamente fra un mondo passato di severe proibizioni ed un futuro incerto per tutti, immersi fino al collo in un angoscioso presente in cui avvertono qualche volta il senso dell'impotenza ad esercitare di fatto alcuna reale autorità verso i loro figli, genitori appartenenti a quella generazione "di mezzo", fra i mitici anni 60 ed i ruggenti anni 90, isolati in condizioni educative penosamente e clamorosamente smentite da una realtà extrafamiliare sempre più enigmatica? Non è un caso, dunque, se s'infoltisce la schiera degli psicologi e degli psicoterapeuti che sostengono che i problemi dei ragazzi vanno risolti all'interno delle loro famiglie, agendo in primo luogo sui genitori, spesso disorientati, demotivati ed avviliti verso il loro pur sempre indispensabile ruolo educativo. E' evidente che la famiglia non potrà più essere quella del passato, ciascuno è chiamato a realizzare la sua famiglia, costruendola e fortificandola giorno per giorno; a smentita dei soliti detrattori, è sempre valido il principio che è proprio a partire dalla famiglia che si programma il destino di un essere umano".


http://www.atuttascuola.it/siti/valentina/la_famiglia_nella_societa.htm

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