mercoledì 26 febbraio 2014

COME CAMBIANO I MODI DI DIVERTIRSI DEI GIOVANI.


Cosa significa divertirsi oggi, è una domanda dal sapore confuso e ambiguo. L’opinione dei più, a riguardo, recita spesso che il divertimento oggi risieda nella distruzione del sé seguendo mode esasperate e il “dimenticarsi” del valore della propria vita. Irresponsabilità nel guidare, mode di violenza collettiva, per i giovani d’oggi non sono un problema, ma vita ordinaria. Il divertimento sano non esiste più, divertirsi davvero senza cadere nella facile trappola dell’omologazione imposta, quasi impossibile. Il divertimento sano esisteva ed esiste, ma oggi come allora, pochi sono gli adepti che confidano sapientemente in tale pratica. E’ la coscienza di ognuno di noi che parla. Chi è capace di ascoltarla, a tal riguardo ha sempre l’ultima parola. Senza scendere in falsi moralismi e cercando di sviscerare quanto più possibile i modi di divertirsi nell’ultimo quarantennio del secolo scorso, vediamo con molta sorpresa e una certa presa di coscienza che nel decennio del 1960 ci si divertiva davvero con poco. Saranno i postumi della fine della guerra e il timido inizio di ripresa, almeno per quanto riguarda l’Italia, che il divertimento si classifica tra quelli più tranquilli tra i periodi presi in esame. Un bar come locale aggregante, una casa più grande dello standard di quegl’anni e si fa festa!! Jukebox o i giradischi casalinghi erano i soli strumenti necessari, il resto era dato dalle sensazioni che gruppi musicali (allora denominati complessi) come I Camaleonti o i Nomadi sapevano regalare. I “mitici” anni ‘60 insomma hanno rappresentato il decennio caratterizzato dal più importante rinnovamento generazionale che l’Italia abbia mai avuto. Anni ’80 e ’90 molto simili se non fosse per gli accadimenti di un decennio, storicamente parlando. I giovani provenienti dal decennio del ’70 lasciano in eredità la voglia di sperimentare, ma la generazione ’80 ha poca voglia da imparare dagli errori delle generazioni precedenti. Si mantengono le discoteche, il rock si amplia di nuove sonorità, il grido di ribellione si fa sempre più forte. Pare che si sia giunti anche ad una maturità sessuale di tutto rispetto, ovvero senza tabù, ma è proprio qui che il tutto vacilla. L’HIV serpeggia dal 1985 in poi (anche se le coppie etero sono ancora una minoranza) causando non pochi problemi di ordine pubblico. Anche la droga non sembra dare tregua. L’eroina, droga dei dannati, è “patrimonio” della gioventù dell’ottanta generation. Il divertimento nel ventennio ‘80, ’90 precipita inesorabilmente nell’omologazione. Non c’è più fantasia di sperimentare, tutto è uguale di settimana in settimana. La “Milano da bere” poteva essere una rinascita per gli anni novanta, ma l’affermarsi della classe degli Yuppies della “Nuova Milano” rompe le uova nel paniere. Le giornate di dopo lavoro o del classico weekend sono tutte uguali, i giornali dell’epoca parlano di un’ecatombe di morti all’uscita dei locali notturni, le cosiddette stragi del sabato sera. L’ultimo quarantennio del secolo breve, dal punto di vista del divertimento non ha avuto un futuro roseo con il passare degli anni, ma ha avuto uno shock man mano che il progresso e il benessere avanzavano verso una situazione migliore. Infine per quanto riguarda gli anni del 2000, nonostante siano passati 10 anni, il tutto si risolve come un concentrato di esperienze passate che ritornano prepotentemente nelle mode dei più giovani grazie al tentativo spasmodico di riportare tempi che non ci sono più. Il Vintage, ora di moda, non è altro che un tentativo da parte dei nostalgici di sopperire alle mancanze che l’odierna società non sa colmare. Lacuna questa, che di certo avvantaggia il sapore retrò, ma rende ancora più visibile la differenza tra il modo di divertirsi dei vari decenni. Questo però se da un lato avvantaggia il mercato e la nuova moda, dall’altro mette ancora di più sotto schiaffo le potenzialità che la società moderna potrebbe far emergere grazie ad esempio alla tecnologia. Non esistono divertimenti giusti o sbagliati, dipende dal tessuto etico-morale o sociale del periodo. I buchi neri sono anche loro indicatori di quando e cosa avviene. Confidando in una ripresa dei valori tradizionali tramandati dai nostri padri, tutto cerca di essere diverso da quello che sembra, uguale da quello che è diverso. Insomma la creatività è forse l’anello mancante di questa nuova generazione e il quarantennio del novecento appena trascorso lo insegna davvero.


http://www.sanmarcoinlamis.eu/notizie/in-evidenza/1828-anni-19602010-come-cambiano-i-modi-di-divertirsi-dei-giovani

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